Fisiologia degli Zombi: carcasse o centometristi?

by • 29/11/2013 • Decamerone dei Morti, Repertorio Fantastico, Roba miaComments (1)1597

Zombi lenti e caracollanti oppure scattisti nati, più veloci e forti di un vivente? Il dilemma si perpetua ad ogni nuovo romanzo o libro sui morti viventi. Ecco come sono i Trapassati Redivivi del Decameron dei Morti.

Immagine tratta da "The official zombi handbook": http://ministryofzombies.com/page10.php

Immagine tratta da “The official zombi handbook”: http://ministryofzombies.com/page10.php

Tutti gli appassionati di zombi sanno che ci sono due grandi tipologie di morti viventi che rientrano nell’immaginario collettivo:

  • lo zombi classico, un cadavere caracollante e impacciato, con la carne in decomposizione, le estremità gonfie di sangue coagulato, i muscoli e le articolazioni più o meno atrofizzate e i sensi obnutilati dalla corruzione corporea. Lo zombi classico si muove lentamente e fa del numero, dell’orrore e dell’instancabilità la propria forza. Vuole raggiungere le prede e mangiarne la carne (e/o il cervello) per qualche innato istinto del cervello rettiliano che ancora non si è estinto. Nonostante non si possa nutrire in alcun modo, vuole comunque continuare a ingozzarsi di sangue e carne, masticando e deglutendo fino a che le interiora non gli scoppino.
  • lo zombi post-moderno, rabbioso e scattista, una specie di folle predatore, che secondo alcuni film e libri non è neanche morto ma semplicemente contagiato di un ceppo ipervirulento di rabbia. Ci vede e ci sente benissimo, salta e corre instancabile, meglio di quando era in vita. E’ in grado di combattere e vuole mordere tutto e tutti, spesso solo per trasmettere il proprio contagio. Un outbreak di zombi come questi è in grado di far collassare l’equilibrio vivi-morti di una città in pochi giorni, forse anche ore (minuti, se consideriamo il film di World War Z).

Nello scrivere il Decameron dei Morti e Ricordati che devi risorgere, mi sono confrontato con tutti i modelli iconici degli zombi (più importanti) e ne ho ricavato un quadro generale, che mi è servito per delineare come agiscono e si propagano i Trapassati Redivivi nelle vicende del romanzo e dei racconti. Ecco quindi come sono i Morti della Peste Grigia.

Lenti o veloci? Entrambi.

  • Quando uno degli Afflitti contamina un vivente e questi riesce a scampare a una morte atroce (per esempio si rifugia in casa con un morso sul braccio), la vittima contrae il Flagello da vivo e questa comincia a infettarlo e diffondersi dall’interno, come fosse un normale caso di Peste. Presto appariranno dei gavaccioli e altri sintomi, finché, se non avvengono fatti eclatanti, la vittima muore in poche ore o giorni e “risorge” a Morte Seconda. In questo caso, il suo corpo è ben preservato e il Trapassato sarà uno di quei Morti furiosi ben conservati e con capacità fisiche pari o leggermente inferiori a quelle possedute in vita, ma con in più l’ossessione rabbiosa e “indemoniata” di un morto vivente.
  • Se invece una vittima viene raggiunta e agguantata dai Morti, siano essi lenti o veloci, questi la dilaniano, mutilano e divorano, mentre è ancora “non contaminata”. A meno che non siano interrotti o attirati altrove, essi non si limitano a contagiarla e lasciarla a terra morta, ma la deturpano e smembrano in ogni modo fino a renderla una carcassa scarnificata. In questi casi, più il corpo della vittima viene deturpato prima del risveglio alla Morte Seconda, più essa sarà per forza di cose lenta e poco offensiva.

In due parole:

Contrai il Flagello da vivo e muori di “zombesi”? Diventerai uno zombi scattista!

Gli zombi ti assaltano e ti fanno a pezzi? Quello che rimane di te “ritornerà” come zombi incapace e lento!

001Generazioni alternate?

Viene da sé che in questo modo succede spesso che dall’assalto di uno zombi-carcassa, spesso incapace di uccidere un vivente, si generi solo un semplice graffio o morso e che la vittima diventi per questo poi uno zombi-centometrista. Al contrario, se un vivente soccombe sotto i colpi di uno zombi-centometrista, questa lo faccia a brani e lasci solo una carcassa devastata, che si rianimerà ore dopo in maniera debole e incapace. Queste diverse ondate di contagio sono state registrate nella Firenze del Decameron dei Morti in tutto il loro complesso susseguirsi e sono la causa di una diffusione lenta e incostante del Flagello.

Ceppi più violenti del Flagello

Accanto a questo fenomenologia di diffusione della Peste Grigia, è stato riscontrato da alcuni fisiocritici e cerusici che alcuni Trapassati fossero più “rapidi” e forti di tutti altri, più resistenti ai colpi e perfino più intelligenti, capaci di scansare ostacoli evidenti, evitare le fiamme o le trincee e perfino mettere in gioco tattiche elementari di caccia e agguato. Questi individui eccezionali devono secondo gli osservatori tali caratteristiche all’essere tra i primi contagiati oppure tra quelli che hanno contratto il Flagello da questi ultimi. Sembrerebbe insomma che i primi portatori della Morte vivente siano più “avanzati” degli altri e che la “virulenza” del Flagello vada decrescendo man mano che ci si allontana dai primi portatori, in termini di trasmissione del contagio. Sembra anche che dopo i primi cinque o sei passaggi di “ospite”, il contagio si attesti su uno standard uguale per tutti i passaggi successivi (le tipologie più comuni di Afflitti), mentre le prime “generazioni” di Afflitti sviluppano potenzialità molto più pericolose.

Che ne dite? Vi convince questa ricostruzione? 

Ricordate comunque di dare un’occhiata anche al Decameron dei Morti e a Ricordati che devi risorgere, nonché a un altro dei grandi speciali sull’argomento: Gli zombi e la successione di Fibonacci!

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One Response to Fisiologia degli Zombi: carcasse o centometristi?

  1. mortozombie says:

    l’eterno dilemma tra carnuti e ossuti… 🙂

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