Federica Leonardi, Intervista a una cacciatrice di libri

by • 06/06/2017 • Acheron Books, Consigli per gli acquisti, Editoria e Narrativa, Racconti, Zappa e SpadaComments (0)432

Cattura

Federica Leonardi scrive racconti gialli, pulp, weird, horror, fantasy e fantascientifici. Intervista a una delle autrici di Zappa e Spada!

“Lee vide le dita della creatura lavorare solerti sulla sua mano recisa. Toccarono l’indice, poi ne ferirono la pelle e la carne che schiusero, come un bocciolo di fiore, mettendo a nudo l’osso della prima falange. Si concentrarono sul pollice, lavorando allo stesso modo. Squartavano per scoprire, curiose, assetate di sapere.

Stringendosi il braccio mutilato contro il ventre, Lee puntò la pistola verso la creatura e chiuse l’occhio per prendere la mira.”

Zappa e SpadaRitornano le interviste legate all’antologia Zappa e Spada, la raccolta di racconti Spaghetti Fantasy di Acheron Books, a cui anche voi potete partecipare!

Sette sono gli autori professionisti scelti finora e il concorso permetterà ad altri 1-3 autori meritevoli di entrare nella nostra rosa dei Magnifici Dieci, che verranno pubblicati in autunno e apriranno probabilmente la via a una collana e altre iniziative!

Dopo Alessandro Vincenzi e Jari Lanzoni, è il momento di conoscere una delle due scrittrici dell’antologia: Federica Leonardi, “cacciatrice di libri” e titolare tra le altre cose del blog Letture Pericolose.

Ecco dunque la vostra…

Intervista a Federica Leonardi!

Buongiorno Federica e grazie per aver accettato di scambiare due chiacchiere su di te e sui tuoi lavori. Parlaci un po’ di te e dei tuoi scritti. Se volessimo leggere qualcosa di tuo per conoscerti meglio, cosa ci consiglieresti?

Federica LeonardiCiao Mauro e grazie per l’invito.

Sono nata e cresciuta in un centro storico fatto di case sbreccate e racconti di spettri; un paese arroccato sulla metà esatta che separa i campi e le vigne dal mare. Sin da ragazzina, quindi, ho avuto a che fare con una certa dose di mistero; quello che filtrava dalle finestre rotte di case abbandonate incastrate in un vicolo; quello che trasudava dai templi smezzati, messi in mostra per il piacere del turista; quello che veniva dalle leggende del folklore locale, che parlava di uomini lupo, bambine fantasma e preti neri che suonavano campane mortali (una leggenda, questa, che ricorda un po’ The ring, dato che il malcapitato che avesse avuto la sfortuna di incrociare il prete, e di ascoltare la sua campanella, sarebbe morto nel giro di tre giorni).

Sono partita dai gialli e dal pulp per poi approdare al weird, un po’ horror, un po’ fantascienza, un po’ azione…

il-signor-wGli ibridi, di qualunque natura essi siano, mi hanno sempre affascinata, così di solito evito di incasellarmi in un genere quando scrivo. Come è accaduto per Il signor W, mio primo esperimento sulle lunghezze pubblicato da LaPiccolaVolante. Il signor W è un melting pot di più generi, che parte dalla classica storia di serial killer e poi finisce nel weird canonico. O quasi.

Biecamente suggerirei di leggere tutto, ma, oltre a Il signor W, penso che Dietro il frigorifero, pubblicato in Altrisogni vol.3 e Il mistero del tuo corpo, presente in Divagazioni aliene (kipple) possano fornire un piccolo assaggio delle cose che scrivo. Chi vuole un po’ d’azione e sangue può invece leggersi Re di Cuori, pubblicato da DelosDigital.

E poi ci sono i racconti, assolutamente free, pubblicati sul blog e sul laboratorio di LaPiccolaVolante, dove scrivo sotto le mentite spoglie di SchiumaNera.

E invece quali sono le tue letture preferite? Che cosa ti ha formato e su quale narrativa puoi dire di aver forgiato la tua?

9788867756216-re-di-cuoriSono banale e rispondo Poe, per il quale ho sviluppato, sin da ragazzina, una vera e propria cotta. Il primo racconto che lessi di lui, e a oggi ancora il mio preferito, non è però uno dei classici dell’orrore. “Tre domeniche in una settimana” è infatti un racconto umoristico, che si potrebbe considerare il prodromo di Il giro del mondo in ottanta giorni. Solo che in questo caso non ci sono in ballo scommesse ma un matrimonio, e per protagonisti abbiamo un giovane di belle speranze alle prese con un suocero poco desideroso di averlo come genero. Tre domeniche in una settimana è, insomma, la versione colta della frase “quando ghiaccerà l’inferno” che di solito viene data come risposta ai tentativi di abbordaggio maldestri.

Questo per dire che amo le storie dell’orrore, ovviamente, ma sono un’onnivora della letteratura. E spazio dalla narrativa di genere alla saggistica ai librogame, che furono la mia scialuppa di salvataggio durante quel periodo dolce e orribile che è la primissima adolescenza.

Una sezione della libreria di casa è inoltre dedicata a saggi storici, criminologici e alla storia della mitologia, fonte continua di suggestioni.
Leggo molto e ogni lettura, nel bene e nel male, mi lascia qualcosa.

Divagazioni-alienePer questo motivo, a fare nomi rischierei sicuramente di perdermi qualcuno per strada, così ti cito su due piedi Jean Ray, Joyce Carol Oates, King, Lansdale, Orwell, Douglas Adams, Shirley Jackson, Tiptree jr, Disch, Paco Ignacio Taibo II, i racconti di fantascienza di Primo Levi, Buzzati e Landolfi, Dahl, Scerbanenco e la quadrilogia di Duca Lamberti… ecc…

Tra i fumetti, il sempiterno DyD, Diabolik, Pk e il Pinky di Massimo Mattioli, che è stato anche il mio primo involontario incontro con la fantascienza.

Se mi chiedessi di suggerire una lettura, consiglierei senza indugi Angel Heart di Hjortsberg, il tipo di romanzo che mi sarebbe piaciuto scrivere, se non l’avessero già fatto altri.

Per tornare alla domanda, amo davvero molto gli scrittori che sanno dosare l’ironia e il black humour. Lavoro per riuscire a scrivere cose deliziosamente crudeli e sardoniche, quel tipo di racconti che ricordano un gatto dello Cheshire che fa le fusa, mentre tiene sotto una zampa il topino che sta per sventrare.

So che ti occupi di Altrisogni, una bella rivista italiana dedicata al fantastico. Qui siamo molto appassionati di riviste: perché secondo te è una bella formula quella di questo genere di pubblicazioni?

Altrisogni_Vol3_745x1024_96Ad Altrisogni sono arrivata da poco, e ringrazio Vito di Domenico sia per aver accettato la mia candidatura per il sito, sia per il racconto inserito in Altrisogni vol. 3.

Trovo che la possibilità di narrare in gruppo del fantastico, italiano e non solo, al di fuori del cerchio al contempo stretto e dispersivo di Facebook, permetta di raggiungere più persone e di avvicinarle, anche (l’ho detto che sono un’ottimista avvolta in una pelliccia di cinismo?), a un genere spesso considerato di nicchia.

E non in senso positivo.

Altrisogni, come molte delle riviste collettive sparse nel web, offre una visione espansiva della narrativa di genere, associando alle recensioni, che riguardano più declinazioni del fantastico, articoli di approfondimento. Proprio gli articoli, secondo me, sono importanti, perché servono ad ampliare la consapevolezza che, al di là del genere, in fondo a ogni storia c’è un uomo che racconta di altri uomini. Anche se questi sono esseri semidivini o creature tentacolari o poeti vogon dal pessimo carattere.

In generale è ancora ampiamente diffuso il pregiudizio che vuole la narrativa di genere una forma di scrittura “per ragazzini”, e trovo buffo quando, nei gruppi di lettura che seguo su Facebook, qualcuno emerge dalla lettura di un romanzo di fantascienza, o da un horror, con esclamazioni di meraviglia perché dentro non ci sono solo donnine in bikini fluo o mostri, ma storie profonde, che, oltre a divertire, spesso affrontano temi importanti.

Un tuo racconto apparirà nell’antologia Zappa e Spada di Acheron Books. Parlacene un po’!

Una piccola carogna“, storia dal titolo travagliato, è nata per caso… ma non del tutto.
Avevo i personaggi fin dall’inizio, ma mi mancava la storia. I miei retaggi contadini, l’infanzia di cui sopra e la vita attuale nelle ex paludi bonificate, mi hanno suggerito questa storia, ambientata in un’Italia che ha visto il Risorgimento e poi, sbadigliando, se ne è tornata a letto.

Un’Italia senza Italia, dove l’unica Repubblica esistente è un piccolo avamposto di intellettuali arroccati a Napoli, che tentano, di tanto in tanto, sortite nell’enorme Stato Pontificio. Finendo per lo più per fare la conoscenza con la spada di Mastro Titta.

La disparità sociale è netta: i poveri sono molto poveri, i ricchi molto ricchi. Nel mezzo stanno i briganti, che hanno uno status ufficioso di tenutari dei confini e, per questo, a Roma sono disposti a chiudere un occhio se, di tanto in tanto, gli capita di razziare questo o quel villico.

6LQwjkdn1k8Eg5uDMrZ2xrRbIn uno dei latifondi si è trasferita una donna, Mina, che proprio donna non è. È una giornalista che si occupa di cronaca “particolare”, sviene alla vista del sangue, è ghiotta di chiocciole e mangia quantità stupefacenti di aglio. Quello che è importante è il fatto che Mina, in combutta con Pietro Mastrilli, brigante e benefattore dietro ragionevole compenso, tenterà di portare in salvo una ragazzina che è cacciata dal legato pontificio e dalla sua muta di agenti.

Non ho usato il termine muta per sbaglio: quelli che il legato ha assoldato come agenti sono i Lupinari, briganti riconvertiti a guardia legale, che si comportano davvero come un branco di lupi e sono abilissimi nella caccia notturna.

I “miei” Lupinari sono una derivazione dalle leggende del mio territorio cui accennavo prima; uomini che, quando sorgeva la luna piena, correvano nudi per strada, si accovacciavano accanto alle fontane restando lì vicino a ululare per tutta la notte. Aggressivi con chi li incrociava, sembra purtroppo si siano estinti ormai da tempo…

Come andrà a finire?
Allora…

In attesa di leggere Una piccola carogna, ecco un po’ di storie di Federica Leonardi da recuperare!

E non dimenticate di partecipare a Zappa e Spada!

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