Andrea Atzori – Giornata di uno scrittore

by • 06/10/2017 • Acheron Books, Editoria e Narrativa, Giornata di uno scrittore, LifestyleComments (0)647

andrea atzori

Come si svolge la tipica giornata di lavoro degli scrittori italiani professionisti? Andrea Atzori ci racconta la propria.

Giornata di uno scrittore è il racconto che alcuni scrittori italiani hanno dedicato a Caponata Meccanica sulla propria tipica giornata lavorativa. Questa rubrica è ispirata a quella analoga del Guardian – Review. Gli autori che trovate in questa rubrica hanno fatto della scrittura il loro mestiere principale e provano a pagarci affitto e bollette; vale anche un misto di narrativa, fiction, articoli, editing, cura editoriale, conferenze e corsi di scrittura, giochi, traduzioni, sceneggiature, collaborazioni, canzoni, ghostwriting e copywriting… purché in ogni caso, sedersi al tavolo e scrivere sia il loro lavoro.

Oggi vi presentiamo…

Un mio tipico giorno di lavoro – Andrea Atzori

IskidaCart0La mia giornata tipo, quella passata a casa, nella Foresta Nera, nei periodi in cui la mia vita divisa tra due patrie si ferma a rifiatare, inizia alle 05:45. Prima della nascita di mio figlio cominciava alle 06:00, ma da quando il giuramento di accudire un nuovo arrivato sul pianeta è entrato a far parte della mia vita, ho anticipato di un quarto d’ora, per poter precedere tutto e tutti sulla tabella di marcia. Se è vero infatti che le persone si dividono in “Larks & Owls”, io appartengo sicuramente alle prime, le allodole. Sono un mattiniero, anche nella scrittura, perché il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca […] (Dovrei scrivervi Cit.?)

Energie e creatività girano al massimo dalle 07:00 alle 11:00, o almeno per me. Ma per non avere rimorsi e sentirmi davvero padrone del mio giorno devo anche concentrarmi sul fatto che sono io che vivo lui, e non viceversa. Spenta la sveglia di cori vichinghi infatti barcollo al buio verso il mio studio e dalle 05:50 alle 06:15 mi dedico alla meditazione.

“OK, questo è rincoglionito.”

multiverseballad_fronte-1Si profila in effetti uno yuppie psuedo-mistico, stile Dan Brown, che leggenda vuole si appenda a testa in giù dagli alberi per poter pensare meglio. Lungi da me (il ramo probabilmente si spezzerebbe sotto il mio peso). Sono un uomo dell’Ordine, tutto qua; la disciplina e l’equilibrio sono ciò che mi fa tirare avanti.

Caffè (senza zucchero) e cereali (in latte freddo), e alle 07:00 sono operativo. Mi occupo di J., permettendo a mia moglie di prepararsi, e alle 07:30, quando loro escono di casa in direzione asilo/lavoro, io mi siedo al computer. La sedia ergonomica a dondolo scricchiola; il Mac – quello vecchio di plastica bianca – arranca verso una nuova accensione. I loro acciacchi mi rincuorano, fanno pesare meno quelli miei, e tutti e tre si sospira e ci si lancia, ancora una volta, un’ennesima dannatissima volta, nel vuoto.

Il vuoto è la pagina bianca, è il Progetto, la prima stesura originale più impellente che ho per le mani, quella per cui ho fatto sacri giuramenti al calendario e ai numi. Ed è davvero la giornata ideale quella in cui sino alle 11:00 posso solo dedicarmi a questo. Ideale però, molto più spesso, equivale al minor distacco possibile tra la realtà e le tue aspettative verso di essa. Quindi, quando per le mani ci sono traduzioni, la scrittura creativa si ferma alle 09:30, e il resto della mattina è dedicato al lavoro automatizzato.

9788899216412_0_0_1469_75Verso le 11:30 solitamente mi affaccio sul Social Network. E allora la mia vita viene inebriata dalla fiducia verso il genere umano, tanto che devo assolutamente chiuderlo in fretta, non sia mai che l’ebbrezza mi disorienti. Tiro avanti sino all’ora di pranzo. Pasto alla Bud Spencer; piglio un libro, leggo qualche pagina, penso che-

Cori vichinghi.

Vedete, sono un grande estimatore delle pennichelle. Che siano “power nap” o qualcosina di più, sono necessarie. La necessità però è cosa gretta. Fosse per me mi dedicherei al sonno con dedizione e ricercatezza. È uno stato psico-fisiologico il cui unico problema è che finisce.

MB-Cover-impaginata-717x1024Il resto della giornata declina, come il sole, che seguo. Email, editing, ancora traduzioni, poi vado a riprendere J., che non è mica un orpello; anzi, è proprio una persona interessante. Quando parlerà mi aspetto portenti ancora maggiori. Nel tardo pomeriggio torna mia moglie e vado al Fight Club (sul serio, si chiama così), oppure afferro il bastone e faccio una camminata nel bosco.

Cala la notte, nella Foresta, e nel dopocena rimangono energie soltanto per un singolo episodio di qualcosa su Netflix, o per un audiolibro. Se sforo le 22:00 so che pagherò l’affronto il giorno dopo; quindi non le sforo, e mi assopisco, sperando di non avere quell’incubo, quell’incubo tremendo, quello in cui sono uno scrittore bohémienne, di quelli che esce, vede gente, scribacchia nei bàr, si ingrazia salotti letterari e a ogni passo viene pervaso dalla cocente ispirazione per altri dieci romanzi prodigiosi, quelli che molto probabilmente non scriverà mai.

Il più delle volte però, per fortuna, sono abbastanza stanco da non averlo.

La mia giornata tipo inizia alle 05:45.

Trovate Andrea Atzori sul suo sito, e i suoi libri su Amazon.it!

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